Educazione Cooperativa
Confcooperative
Al Cefap si studia l’agricoltura biologica, con un occhio alle nuove cooperative27-03-15

Anche l’agricoltura biologica Ampicillin online può essere terreno fertile per l’avvio di nuove cooperative agricole. Ne è convinta Confcooperative FVG che sta sostenendo l’iniziativa del Cefap, con il coinvolgimento di Aprobio, che ha lanciato un corso gratuito per l’ottenimento della qualifica di base abbreviata in “Operatore agroambientale a indirizzo biologico.
Sul territorio regionale le aziende biologiche sono ancora poche dal punto di vista numerico, ma la richiesta di prodotti bio è in costante crescita e la domanda supera abbondantemente l’offerta. I formatori di Irecoop Fvg, cooperativa specializzata in percorsi di educazione alla cultura imprenditoriale, avranno un ruolo di primo piano nel corso coinvolgendo gli allievi sulle tematiche dell’imprenditorialità, delle procedure per la costituzione di nuove imprese, e sulla responsabilità sociale d’impresa.

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Il discorso di Papa Francesco ai cooperatori05-03-15

Le parole di sabato scorso di Papa Francesco “In cooperativa uno più uno fa tre!” ci ricordano il valore (r)aggiunto della cooperazione in cui da sempre crediamo!

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai partecipanti all’Udienza:

Fratelli e sorelle, buongiorno!
Quest’ultima [si riferisce al coro] è stata la “cooperativa” più melodiosa! Complimenti!
Grazie per questo incontro con voi e con la realtà che voi rappresentate, quella della cooperazione. Le cooperative sfidano tutto, sfidano anche la matematica, perché in cooperativa uno più uno fa tre! E in cooperativa, un fallimento è mezzo fallimento. Questo è il bello delle cooperative!
Voi siete innanzitutto la memoria viva di un grande tesoro della Chiesa italiana. Infatti, sappiamo che all’origine del movimento cooperativistico italiano, molte cooperative agricole e di credito, già nell’Ottocento, furono saggiamente fondate e promosse da sacerdoti e da parroci. Tuttora, in diverse diocesi italiane, si ricorre ancora alla cooperazione come rimedio efficace al problema della disoccupazione e alle diverse forme di disagio sociale. Oggi è una regola, non dico normale, abituale… ma tanto spesso si vede: “Tu cerchi lavoro? Vieni, vieni in questa ditta”. 11 ore, 10 ore di lavoro, 600 euro. “Ti piace? No? Vattene a casa”. Che fare in questo mondo che funziona così? Perché c’è la coda, la fila di gente che cerca lavoro: se a te non piace, a quell’altro piacerà.
E’ la fame, la fame ci fa accettare quello che ci danno, il lavoro in nero… Io potrei chiedere, per fare un esempio, sul personale domestico: quanti uomini e donne che lavorano nel personale domestico hanno il risparmio sociale per la pensione?

Tutto questo è assai noto. La Chiesa ha sempre riconosciuto, apprezzato e incoraggiato l’esperienza cooperativa. Lo leggiamo nei documenti del Magistero. Ricordiamo il grido lanciato nel 1891, con la Rerum Novarum, da Papa Leone XIII: “tutti proprietari e non tutti proletari”. E vi sono certamente note anche le pagine dell’Enciclica Caritas in Veritate, dove Benedetto XVI si esprime a favore della cooperazione nel credito e nel consumo (cfr nn. 65-66), sottolineando l’importanza dell’economia di comunione e del settore non profit (cfr n. 41), per affermare che il dio-profitto non è affatto una divinità, ma è solo una bussola e un metro di valutazione dell’attività imprenditoriale. Ci ha spiegato, sempre Papa Benedetto, come il nostro mondo abbia bisogno diun’economia del dono (cfr nn. 34-39), cioè di un’economia capace di dar vita a imprese ispirate al principio della solidarietà e capaci di “creare socialità”. Risuona, quindi, attraverso di voi, l’esclamazione che Leone XIII pronunciò, benedicendo gli inizi del movimento cooperativo cattolico italiano, quando disse che, per fare questo, «il Cristianesimo ha ricchezza di forza meravigliosa» (Enc. Rerum novarum, 15).

Queste, e molte altre affermazioni di riconoscimento e di incoraggiamento rivolte ai cooperatori da parte della Chiesa sono valide e attuali. Penso anche allo straordinario magistero sociale del beato Paolo VI. Tali affermazioni le possiamo confermare e rafforzare. Non è necessario perciò ripeterle o richiamarle per esteso. Oggi, vorrei che il nostro dialogo non guardi solo al passato, ma si rivolga soprattutto in avanti: alle nuove prospettive, alle nuove responsabilità, alle nuove forme di iniziativa delle imprese cooperative. E’ una vera missione che ci chiede fantasia creativa per trovare forme, metodi, atteggiamenti e strumenti, per combattere la ”cultura dello scarto”, quella che oggi viviamo, la “cultura dello scarto” coltivata dai poteri che reggono le politiche economico-finanziarie del mondo globalizzato, dove al centro c’è il dio denaro. Globalizzare la solidarietà – questo si deve globalizzare, la solidarietà! – oggi significa pensare all’aumento
vertiginoso dei disoccupati, alle lacrime incessanti dei poveri, alla necessità di riprendere uno sviluppo che sia un vero progresso integrale della persona che ha bisogno certamente di reddito, ma non soltanto del reddito!
Pensiamo ai bisogni della salute, che i sistemi di welfare tradizionale non riescono più a soddisfare; alle esigenze pressanti della solidarietà, ponendo di nuovo, al centro dell’economia mondiale, la dignità della persona umana, come è stato detto da voi. Come direbbe ancora oggi il Papa Leone XIII: per globalizzare la solidarietà “il Cristianesimo ha ricchezza di forza meravigliosa!”. Quindi non fermatevi a guardare soltanto quello che avete saputo realizzare. Continuate a perfezionare, a rafforzare e ad aggiornare le buone e solide realtà che avete già costruito. Però abbiate anche il coraggio di uscire da esse, carichi di esperienza e di buoni metodi, per portare la cooperazione sulle nuove frontiere del
cambiamento, fino alle periferie esistenziali dove la speranza ha bisogno di emergere e dove, purtroppo, il sistema socio-politico attuale sembra invece fatalmente destinato a soffocare la speranza, a rubare la speranza, incrementando rischi e minacce.
Questo grande balzo in avanti che ci proponiamo di far compiere alla cooperazione, vi darà conferma che tutto quello che già avete fatto non solo è positivo e vitale, ma continua anche ad essere profetico. Per questo dovete continuare a inventare – questa è la parola: inventare – nuove forme di cooperazione, perché anche per le cooperative vale il monito: quando l’albero mette nuovi rami, le radici sono vive e il tronco è forte! Qui, oggi, voi rappresentate valide esperienze in molteplici settori: dalla valorizzazione dell’agricoltura, alla promozione dell’edilizia di nuove case per chi non ha casa, dalle cooperative sociali fino al credito cooperativo, qui largamente rappresentato, dalla pesca all’industria, alle imprese, alle comunità, al consumo, alla distribuzione e a molti altri tipi di servizio. So bene che questo elenco è incompleto, ma è abbastanza utile per comprendere quanto sia prezioso il metodo cooperativo, che deve andare avanti, creativo. Si è rivelato tale di fronte a molte sfide. E lo sarà ancora! Ogni apprezzamento e ogni incoraggiamento rischiano però di rimanere generici. Voglio offrirvi, invece, alcuni incoraggiamenti concreti. Il primo è questo: le cooperative devono continuare ad essere il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle nostre comunità locali e della società civile. Di questo non è capace il sentimento. Per questo occorre mettere al primo posto la fondazione di nuove imprese cooperative, insieme allo sviluppo ulteriore di quelle esistenti, in modo da creare soprattutto nuove possibilità di lavoro che oggi non ci sono. Il pensiero corre innanzitutto ai giovani, perché sappiamo che la disoccupazione giovanile, drammaticamente elevata – pensiamo, in alcuni Paesi d’Europa, il 40, 50 per cento – distrugge in loro la speranza. Ma pensiamo anche alle tante donne che hanno bisogno e volontà di inserirsi nel mondo del lavoro. Non trascuriamo gli adulti che spesso rimangono prematuramente senza lavoro. “Tu che cosa sei?” – “Sono ingegnere” – “Ah, che bello, che bello. Quanti anni ha?” – “49″- “Non serve, vattene”. Questo accade tutti i giorni. Oltre alle nuove imprese, guardiamo anche alle aziende che sono in difficoltà, a quelle che ai vecchi padroni conviene lasciar morire e che 2invece possono rivivere con le iniziative che voi chiamate “Workers buy out”, “empresas recuperadas”, nella mia lingua, aziende salvate. E io, come ho detto ai loro rappresentanti, sono un tifoso delle empresas recuperadas! Un secondo incoraggiamento – non per importanza – è quello di attivarvi come protagonisti per realizzare nuove soluzioni di Welfare, in particolare nel campo della sanità, un campo delicato dove tanta gente povera non trova più risposte adeguate ai propri bisogni. Conosco che cosa fate da anni con cuore e con passione, nelle periferie delle città e della nostra società, per le famiglie, i bambini, gli anziani, i malati e le persone svantaggiate e in difficoltà per ragioni diverse, portando nelle case cuore e assistenza. La carità è un dono! Non è un semplice gesto per tranquillizzare il cuore, è un dono! Io quando faccio la carità dono me stesso! Se non sono capace di donarmi quella non è carità. Un dono senza il quale non si può entrare nella casa di chi soffre. Nel linguaggio della dottrina sociale della Chiesa questo significa fare leva sulla sussidiarietà con forza e coerenza: significa mettere insieme le forze! Come sarebbe bello se, partendo da Roma, tra le cooperative, alle parrocchie e agli ospedali, penso al “Bambin Gesù” in particolare, potesse nascere una rete efficace di assistenza e di solidarietà. E la gente, a partire dai più bisognosi, venisse posta al centro di tutto questo movimento solidale: la gente al centro, i più bisognosi al centro. Questa è la missione che ci proponiamo! A voi sta il compito di inventare soluzioni pratiche, di far funzionare questa rete nelle situazioni concrete delle vostre comunità locali, partendo proprio dalla vostra storia, con il vostro patrimonio di conoscenze per coniugare l’essere impresa e allo stesso tempo non dimenticare che al centro di tutto c’è la persona. Tanto avete fatto, e ancora tanto c’è da fare! Andiamo avanti! Il terzo incoraggiamento riguarda l’economia, il suo rapporto con la giustizia sociale, con la dignità e il valore delle persone. E’ noto che un certo liberismo crede che sia necessario prima produrre ricchezza, e non importa come, per poi promuovere qualche politica redistributiva da parte dello Stato. Prima riempire il bicchiere e poi dare agli altri. Altri pensano che sia la stessa impresa a dover elargire le briciole della ricchezza accumulata, assolvendo così alla propria cosiddetta “responsabilità sociale”. Si corre il rischio di illudersi di fare del bene mentre, purtroppo, si continua soltanto a fare marketing, senza uscire dal circuito fatale dell’egoismo Cialis No Prescription delle persone e delle aziende che hanno al centro il dio denaro. Invece noi sappiamo che realizzando una qualità nuova di economia, si crea la capacità di far crescere le persone in tutte le loro potenzialità. Ad esempio: il socio della cooperativa non deve essere solo un fornitore, un lavoratore, un utente ben trattato, dev’esserle sempre il protagonista, deve crescere, attraverso la cooperativa, crescere come persona, socialmente e professionalmente, nella responsabilità, nel concretizzare la speranza, nel fare insieme. Non dico che non si debba crescere nel reddito, ma ciò non basta: occorre che l’impresa gestita dalla cooperativa cresca davvero in modo cooperativo, cioè coinvolgendo tutti. Uno più uno tre! Questa è la logica. “Cooperare”, nell’etimologia latina, significa operare insieme, cooperare, e quindi lavorare, aiutare, contribuire a raggiungere un fine. Non accontentatevi mai della parola “cooperativa” senza avere la consapevolezza della vera sostanza e dell’anima della cooperazione. Il quarto suggerimento è questo: se ci guardiamo attorno non accade mai che l’economia si rinnovi in una società che invecchia, invece di crescere. Il movimento cooperativo può esercitare un ruolo importante per sostenere, facilitare e anche incoraggiare la vita delle famiglie. Realizzare la conciliazione, o forse meglio l’armonizzazione tra lavoro e famiglia, è un compito che avete già avviato e che dovete realizzare sempre di più. Fare questo significa anche aiutare le donne a realizzarsi pienamente nella propria vocazione e nel mettere a frutto i propri talenti. Donne libere di essere sempre più protagoniste, sia nelle imprese sia nelle famiglie! So bene che le cooperative propongono già tanti servizi e tante formule organizzative, come quella mutualistica, che vanno incontro alle esigenze di tutti, dei bambini e degli anziani in particolare, dagli asili nido fino all’assistenza domiciliare. Questo è il nostro modo di gestire i beni comuni, quei beni che non devono essere solo la proprietà di pochi e non devono perseguire scopi speculativi. Il quinto incoraggiamento forse vi sorprenderà! Per fare tutte queste cose ci vuole denaro! Le cooperative in genere non sono state fondate da grandi capitalisti, anzi si dice spesso che esse siano strutturalmente sottocapitalizzate. Invece, il Papa vi dice: dovete investire, e dovete investire bene! In Italia certamente, ma non solo, è difficile ottenere denaro pubblico per colmare la scarsità delle risorse. La soluzione che vi propongo è questa: mettete insieme con determinazione i mezzi buoni per realizzare opere buone. Collaborate di più tra cooperative bancarie e imprese, organizzate le risorse per far vivere con dignità e serenità le famiglie; pagate giusti salari ai lavoratori, investendo soprattutto per le iniziative che siano veramente necessarie. Non è facile parlare di denaro. Diceva Basilio di Cesarea, Padre della Chiesa del IV secolo, ripreso poi da san Francesco d’Assisi, che “il denaro è lo sterco del diavolo”. Lo ripete ora anche il Papa: “il denaro è lo sterco del diavolo”! Quando il denaro diventa un idolo, comanda le scelte dell’uomo. E allora rovina l’uomo e lo condanna. Lo rende un servo. Il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se però è una cooperativa autentica, vera, dove non comanda il capitale sugli uomini ma gli uomini sul capitale. Per questo vi dico che fate bene – e vi dico anche di farlo sempre più – a contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione. Fate bene, vi dico, perché, nel campo in cui operate, assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni di mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare. Lottate contro questo! Ma come lottare? Con le parole, solo? Con le idee? Lottate con la cooperazione giusta, quella vera, quella che sempre vince. L’economia cooperativa, se è autentica, se vuole svolgere una funzione sociale forte, se vuole essere protagonista del futuro di una nazione e di ciascuna comunità locale, deve perseguire finalità trasparenti e limpide. Deve promuovere l’economia dell’onestà! Un’economia risanatrice nel mare insidioso dell’economia globale. Una vera economia promossa da persone che hanno nel cuore e nella mente soltanto il bene comune. Le cooperative hanno una tradizione internazionale forte. Anche in questo siete stati dei veri pionieri! Le vostre associazioni internazionali sono nate con grande anticipo su quelle che le altre imprese hanno creato in tempi molto successivi. Ora c’è la nuova grande globalizzazione, che riduce alcuni squilibri ma ne crea molti altri. Il movimento cooperativo, pertanto, non può rimanere estraneo alla globalizzazione economica e sociale, i cui effetti arrivano in ogni paese, e persino dentro le nostre case. Ma le cooperative partecipano alla globalizzazione come le altre imprese? Esiste un modo originale che permetta alle cooperative di affrontare le nuove sfide del mercato globale? Come possono le cooperative partecipare allo sviluppo della cooperazione salvaguardando i principi della solidarietà e della giustizia? Lo dico a voi per dirlo a tutte le cooperative del mondo: le cooperative non possono rimanere chiuse in casa, ma nemmeno uscire di casa come se non fossero cooperative. E’ questo il duplice principio: non possono rimanere chiusi in casa ma nemmeno uscire di casa come se non fossero cooperative. No, non si può pensare una cooperativa a doppia faccia. Occorre avere il coraggio e la fantasia di costruire la strada giusta per integrare, nel mondo, lo sviluppo, la giustizia e la pace. Infine, non lasciate che viva solo nella memoria la collaborazione del movimento cooperativo con le vostre parrocchie e con le vostre diocesi. Le forme della collaborazione devono essere diverse, rispetto a quelle delle origini, ma il cammino deve essere sempre lo stesso! Dove ci sono le vecchie e nuove periferie esistenziali, dove ci sono persone svantaggiate, dove ci sono persone sole e scartate, dove ci sono persone non rispettate, tendete loro la mano! Collaborate tra di voi, nel rispetto dell’identità vocazionale di ognuno, tenendovi per mano! So che da alcuni anni voi state collaborando con altre associazioni cooperativistiche – anche se non legate alla nostra storia e alle nostre tradizioni – per creare un’Alleanza delle cooperative e dei cooperatori italiani. Per ora è un’Alleanza in divenire, ma voi confidate di giungere ad una Associazione unica, ad un’Alleanza sempre più vasta fra cooperatori e cooperative. Il movimento cooperativo italiano ha una grande tradizione, rispettata nel mondo cooperativistico internazionale. La missione cooperativa in Italia è stata molto legata fin dalle origini alle 4identità, ai valori e alle forze sociali presenti nel paese. Questa identità, per favore, rispettatela! Tuttavia, spesso le scelte che distinguevano e dividevano sono state a lungo più forti delle scelte che, invece, accomunavano e univano gli sforzi di tutti. Ora voi pensate di poter mettere al primo posto ciò che invece vi unisce. E proprio intorno a quello che vi unisce, che è la parte più autentica, più profonda e più vitale delle cooperative italiane, volete costruire la vostra nuova forma associativa. Fate bene a progettare così, e così fate un passo avanti! Certo, vi sono cooperative cattoliche e cooperative non cattoliche. Ma la fede si salva rimanendo chiusi in se stessi? Domando: la fede si salva rimanendo chiusi in se stessi? Rimanendo solo tra di noi? Vivete la vostra Alleanza da cristiani, come risposta alla vostra fede e alla vostra identità senza paura! Fede e identità sono la base. Andate avanti, dunque, e camminate insieme con tutte le persone di buona volontà! E questa anche è una chiamata cristiana, una chiamata cristiana a tutti. I valori cristiani non sono soltanto per noi, sono per condividerli! E condividerli con gli altri, con quelli che non pensano come noi ma vogliono le stesse cose che noi vogliamo. Andate avanti, coraggio! Siate creatori, “poeti”, avanti!

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Donne in cooperazione04-02-15

Convegno finale del progetto “Donne in Cooperazione”. Il progetto è stato promosso nel 2013 da Confcooperative FVG attraverso un partenariato formato da Irecoop FVG e Civiform e realizzato con il finanziamneto Amoxil No Prescription dell’Amministrazione regionale.
Partendo da una indagine sul ruolo e sulla situazione delle donne nell imprese cooperative associate a Confcooperative, il porgetto ha inteso accrescere il bagaglio professionale e le competenze trasversali delle dirigenti cooperatici.
Sarà un’occasione di confronto fra cooperatori e con amministratori pubblici e non solo sui temi della conciliazione, delle pari opportunità, del welfare e del lavoro. Tra gli interventi, prevista la presenza dell’ass. reg. alle pari opportunità, Loredana Panariti e della vicepresidente nazionale di Confcooperative, Giovanna Zago.

Scarica l’invito

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Gli aspiranti cooperatori del Cefap FVG premiati dal concorso “Coltiva l’ingegno!”29-01-15

La seconda edizione del concorso “Coltiva l’ingegno” ha premiato i giovani allievi delle due sedi di Tolmezzo e Codroipo (Ud) del Cefap del Friuli Venezia Giulia, il centro di formazione professionale ad indirizzo agrario che si è cimentato nella ricostruzione di una filiera agroalimentare autoctona, dal campo alla tavola, supportato in questo dalle formatrici dell’Ufficio educazione cooperativa di Irecoop FVG.

Il 1° premio, consegnato sabato 24 gennaio in occasione dell’edizione 2015 di Agriest dal presidente del Consiglio regionale del F.V.G., Franco Iacop, è andato quindi ai tre indirizzi del centro di formazione professionale, che hanno scelto di ricostruire – attraverso un percorso didattico concretizzatosi con la costituzione di Associazioni cooperative scolastiche (Acs), ovvero simulazione d’impresa cooperativa – la filiera del mais della Carnia, una tipica varietà autoctona a chicchi neri. Gli studenti dell’indirizzo “operatore ambientale montano” di Tolmezzo si sono occupati della coltivazione, quelli ad indirizzo agroambientale del Cefap di Codroipo si sono cimentati nella trasformazione in farina, mentre gli allievi dell’indirizzo “trasformazione agroalimentare” hanno prodotto il “pane del Cefap” con una ricetta tipica rivisitata in chiave moderna.

Irecoop FVG e Fedagri Buy cheap Lasix FVG hanno seguito l’intero percorso, dapprima individuando le misure del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) da tradurre nell’idea progettuale, successivamente accompagnando gli allievi attraverso le simulazione d’impresa.

Il concorso “Coltiva l’ingegno” promosso dalla regione Friuli Venezia Giulia, riconoscendo la rilevanza economico-sociale delle giovani generazioni anche nel comparto rurale, mira a diffondere la conoscenza del PSR e delle sue opportunità per consentire, anche ai più giovani, di comprendere i benefici offerti, necessari ad avvicinarli in modo sempre più consapevole al proprio territorio e al mondo del lavoro.

 

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Coltiva l’ingegno! II edizione23-09-14

“Coltiva l’ingegno”! Questo il titolo del concorso che la Regione FVG propone agli studenti delle scuole ad indirizzo agrario della regione. Una stimolante stimolante opportunità per avvicinare i giovani al PSR (Piano Sviluppo Rurale) e al tempo stesso occasione per proporre nuove idee ed elaborati.
Il termine per la partecipazione al concorso scade il 12 dicembre 2014 (ore 12:00).
Scarica il regolamento

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E’ nata in regione la prima cooperativa di medici01-08-14

25 medici triestini si sono associati. Confcooperative Fvg: “Modello esportabile in tutta la regione, perfettamente il linea con la riforma sanitaria”

“SanitàFuturaFvg” è la prima cooperativa medica della regione, formata oggi da 25 soci tra medici di medicina generale e di continuità assistenziale (guardia medica), quindi operanti prevalentemente nell’ambito del Servizio sanitario regionale.
Ad assistere l’iter che ha portato alla nascita della nuova impresa è stata Confcooperative Trieste: «La cooperativa ha lo scopo di qualificare la professionalità dei medici soci con particolare riguardo alla gestione e all’organizzazione delle cure dei loro pazienti», spiega proprio il presidente della Federazione Cooperative e Mutue di Trieste, Erik Renzi.
La neocostituita cooperativa, infatti, nasce proprio a Trieste per iniziativa di un gruppo di medici. «La sanità è uno dei settori in cui crediamo maggiormente per sviluppare ulteriormente il settore cooperativo, ponendo sempre al centro il legame con i bisogni della cittadinanza», spiega ancora Renzi.
Per Franco Bosio, presidente regionale di Confcooperative: «È un modello esportabile su tutto il territorio regionale e che si integra perfettamente pure con gli obiettivi della riforma regionale della sanità».
Il dottor Dino Trento, presidente della cooperativa SanitàFuturaFvg, spiega il contesto Buy cheap Doxycycline nel quale è nata la cooperativa: «In un periodo di contrazione delle risorse disponibili, il miglioramento della qualità dell’assistenza può derivare solo da un appropriato utilizzo delle stesse, anche e soprattutto attraverso una accresciuta sinergia tra professionisti. La cooperativa, comunque, non si sostituisce in alcun modo nel rapporto medico-paziente, semmai è uno strumento per migliorare il livello dei servizi agli assistiti, ma anche ai cittadini nel loro complesso».
Il sistema sanitario cooperativo è in costante crescita. Se a livello nazionale le cooperative aderenti a FederazioneSanità, organizzazione di settore di Confcooperative, sono già 334 con 110 mila soci e 12.500 occupati diretti, per un fatturato di 8,2 miliardi di euro, a livello regionale l’obiettivo è quello di sviluppare un settore di grandi potenzialità: «La nuova cooperativa – spiega ancora Trento – è aperta a coloro che ne condividono gli obiettivi e credono nei principi della mutualità. Si propone come interlocutore delle strutture pubbliche e dei privati che hanno a cuore la sanità del nostro territorio».

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4.000 studenti a scuola di cooperativa nell’anno scolastico 2013/201424-06-14

Dalle primarie agli enti di formazione, Confcooperative ha realizzato un esteso programma di introduzione all’imprenditorialità e di educazione ai valori della cooperazione.
Oltre 100 le scuole ed enti di formazione coinvolti.

Ben 3.577 alunni delle scuole primarie e secondarie di 1° grado del Friuli Venezia Giulia sono stati coinvolti, nell’anno scolastico 2013/2014, dalla dodicesima edizione del progetto “La BCC incontra la scuola”, il progetto di educazione economica promosso dalle banche di credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia e da Confcooperative FVG.
Più di cento le scuole che hanno aderito, e 187 le classi coinvolte negli incontri didattici su temi come il risparmio, la banca e la moneta, la storia della cooperazione, l’economia e la solidarietà. Un progetto che, negli anni, ha contribuito a diffondere la cultura della cooperazione e ha educato al risparmio e alla conoscenza, basilare, dell’economia, migliaia di alunni.
Un’attività di divulgazione nelle scuole che Confcooperative FVG ha sviluppato anche nelle scuole superiori, attraverso interventi di introduzione all’imprenditorialità cooperativa: «L’imprenditorialità è una competenza fondamentale per tutti, aiuta i giovani ad essere più creativi e ad acquisire una maggiore sicurezza in tutte le attività che intraprendono, incitandoli ad agire in modo socialmente responsabile», spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative FVG. «L’investimento all’imprenditorialità è uno dei più produttivi. Dalle indagini realizzate emerge che tra il 15% e il 20% degli studenti che partecipano ad un programma di simulazione d’impresa nella scuola secondaria avvierà poi una propria impresa, cifra questa che corrisponde a tre-cinque volte quella valida per la popolazione generale».

Nell’anno scolastico 2013/2014, Confcooperative FVG ha realizzato 263 ore di docenze presso scuole secondarie di II grado, centri di formazione professionale, enti di formazione. Sono stati coinvolti 539 tra studenti e corsisti, in 19 fra scuole ed enti di formazione. Buy Cialis

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Al via la “Garanzia Giovani”19-06-14

La Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.
Con questo obiettivo sono stati previsti finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%, che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo Buy cheap Bactrim (Neet – Not in Education, Employment or Training).

In sinergia con la Raccomandazione europea del 2013, l’Italia dovrà garantire ai giovani al di sotto dei 30 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale.

Se sei quindi un giovane tra i 15 e i 29 anni, residente in Italia – cittadino comunitario o straniero extra UE, regolarmente soggiornante – non impegnato in un’attività lavorativa né inserito in un corso scolastico o formativo, la Garanzia Giovani è un’iniziativa concreta che può aiutarti a entrare nel mondo del lavoro, valorizzando le tue attitudini e il tuo background formativo e professionale.

Programmi, iniziative, servizi informativi, percorsi personalizzati, incentivi: sono queste le misure previste a livello nazionale e regionale per offrire opportunità di orientamento, formazione e inserimento al lavoro, in un’ottica di collaborazione tra tutti gli attori pubblici e privati coinvolti.

Per saperne di più sulla GARANZIA GIOVANI, leggi qui.

Se sei un giovane fino a 30 anni non compiuti, puoi accedere a Garanzia Giovani andando su questa pagina web nel sito della Regione F.V.G.:

http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/formazione-lavoro/rete-lavoro/FOGLIA8/

Dal 1° giugno sono inoltre aperte le adesioni al “Piano Occupalibilità” rivolto ai lavoratori in cassa integrazione o in mobilità e a disoccupati non ammissibili a Garanzia Giovani FVG che vogliano collocarsi o ricollocarsi nel mondo del lavoro.

Per saperne di più, leggi qui.

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11-06-14

Buy Doxycycline Online No Prescription title=”IMG-20140611-WA0001″ src=”http://www.educoop.it/wp-content/uploads/2014/06/IMG-20140611-WA0001.jpg” alt=”" width=”480″ height=”640″ />

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Con il progetto “Stargate” un corso per chi vuole avviare una cooperativa06-06-14

Nell’ambito del progetto “Stargate – orientamento formativo al lavoro autonomo e all’imprenditorialità per una connessione attiva fra scuola e lavoro.”, si realizzerà presso il Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti c/o l’ISIS Ranieri Mario Cossar – Leonardo da Vinci” di Gorizia un corso di 30 ore dal titolo:

“Fare cooperazione”

un percorso formativo di 30 ore in collaborazione tra Unione provinciale delle cooperative di Gorizia (tramite Irecoop FVG), Lega delle Cooperative del FVG (e cooperativa Itaca), Agci FVG.
Il corso è aperto a adulti residenti interessati ad avviare una cooperativa o approfondire la conoscenza di questo modello di impresa.

Scarica qui la locandina PDF del percorso

 

Per Buy Lasix Online No Prescription informazioni e / o iscrizioni
Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti c/o l’ISIS Ranieri Mario Cossar – Leonardo da Vinci – 34170 Gorizia – viale Virgilio n. 2

Contattare la Segreteria CTP/EDA di Gorizia: mail: istitutoprofess.go@libero.it; tel. 0481/533175

Orario di segreteria giugno:

lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00;
martedì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12.00

I moduli di iscrizione sono disponibili anche sul web: www.cossardavinci.com

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